avete ragione tutti
che la nostra vita
non è la nostra vita,
da grate madri
a fragili fratelli,
legàmi,
e il nostro incedere
dentro il miraggio
è troppo spesso onorare
le attese
scegliendo, se possibile, quali catene;
ma tra tutte le verità non scelte
questa continua assenza,
prigione senza sbarre e bastioni
non è,
non
è,
inciampo capriccioso
della mia divergenza,
ma incapacità vostra,
"salve le regole",
di spegnere la violenza
inaccettabile
che ad oggi vi è estranea,
ben meno istituzionale
di tutte le mie peculiarità;
e non si parli,
abbiate la decenza,
di caso o sfortuna,
ché la mia vita,
che non è la mia vita,
mai volle ferire
e non si concesse un dispetto;
ferme le Regole,
ché la mia vita,
che non è la mia vita,
accarezza le foglie.